Citizen Pilot verso la Capitale Sofia.

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Strade non del tutto convenzionali, quelle abitualmente percorse dai camionisti che viaggiano di notte tra il Nord e il Sud dell’Europa, attraversando la Serbia per raggiungere la Capitale della Bulgaria, Sofia : questo è quello che ha affrontato il ns.Silvano, con al polso il fido Citizen RadiControlled, al volante del Suo Job.

Ben lontano il tepore di Lubiana, la realtà ora è quella delle 16 ore impiegate per percorrere poco più di 800km (di cui 450 tra una tormenta di neve che impediva di vedere la strada) per giungere ad intravedere un bagliore diffuso : quello delle luci di Sofia, la capitale della Bulgaria che non vedeva l’ora di essere raggiunta.

VITA DA CAMIONISTI NELL’EUROPA DEI POVERI

Neve, fame, birra, sporcizia, sonno, dogane, strade pericolose sono i disagi che piccoli grandi uomini e camion affrontano tutti i giorni.

Volutamente per tener fede al progetto ho percorso le strade minori che dalla Slovenia e Croazia attraversano la Serbia per raggiungere la capitale bulgara : Sofia.
Strade non del tutto convenzionali perché qui e solo qui ti rendi conto cosa sopportano i camionisti che viaggiano di notte tra il nord e il sud dell’Europa geografica e non solo politica.

Per circa 450 km sono stato investito da una tormenta di neve che a volte non mi permetteva nemmeno di vedere la strada malgrado i proiettori di profondità di cui è dotato il Bremach Job.

Una strada intuita più che vista, ridotta ad una pista, alla velocità massima di 40/45 km/h ed allora i due piccoli puntini rossi che scorgi all’orizzonte ti fanno un gran piacere.
Cercare di raggiungerli vuol dire non essere solo nel nulla, vuol dire mettersi in coda e sperare che per un po’ non sei tu a “tirare”.

Sono i camionisti, per la maggior parte turchi, bulgari e rumeni che evitano spesso le autostrade per i costi troppo elevati e purtroppo spesso rischiano sulle strade cosi dette minori, non dormono, ma qui nessuno controlla il cronotachigrafo, bevono ma sempre nessuno qui usa l’etilometro, almeno fino al confine con la Bulgaria.

Mi consigliano di fermarmi un’ora poiché dopo la strada diventa più difficile e così faccio, con loro, non in un autogrill ma su uno spiazzo intriso di fango dove si passano
le bottiglie di birra da un finestrino all’altro e poi cala il silenzio per un breve tempo, quello del riposo nella cabina del camion con il sacco a pelo o con solo delle coperte e talvolta con il camion avviato per il freddo prima di rimettersi in marcia per altre migliaia di Km.

Arrivare in dogana è stato un incubo, subito ho pensato di dovermi mettere in fila con le centinaia di camion ed aspettare il mio turno , forse una giornata.

Magnanimamente un doganiere serbo mi fa capire che il Job Bremach lo considera, dopo averlo attentamente ispezionato, dentro e fuori, un camper e quindi posso seguire, dice lui, la pista delle auto… che fortuna.

La maleducazione che riscontro da parte dei funzionari serbi non ha pari ed in tanti anni di viaggi in tutto il mondo ben poche volte ho visto tanta durezza, ma penso poi che sia legata più che altro alle condizioni in cui lavorano anche loro, sotto la neve ed al freddo che sembra essere sempre più intenso.

Proseguo verso Sofia facendomi strada nel buio rischiarato solo dal bianco della neve con l’amico Job che imperterrito, senza estazione alcuna traccia la pista fra 20-30 cm. di neve candida.

Un attimo ed il mio sguardo è carpito dal retrovisore, poco lontano due fanali cercano di raggiungermi, ho capito .. sono io ora a fare da apripista .. è giusto gli altri lo avevano fatto prima.

Sono le 5 del mattino quando finalmente scorgo all’orizzonte un bagliore diffuso, le luci di Sofia la capitale della Bulgaria che mi aspetta e io non vedo l’ora di raggiungerla.

Sono partito alle 13.30 del giorno prima dalla Slovenia e per percorrere poco più di 800 km ho impiegato circa 16 ore.

Sedici ore molto intense che mi hanno dato modo di capire un pezzetto di un mondo e di uomini che non conoscevo.

Ora sono in Bulgaria, un altro mondo, ve lo racconterò.

0 commenti
  1. DanBai
    DanBai dice:

    Ha sempre il suo fanisco scoprire cose nuove… belle o brutte che siano… l’importante è poterlo raccontare dopo!
    Nuon viaggio!

    Rispondi

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