Citizen RadioControllato e La Nuova Europa a Budapest.

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La bussola de La Nuova Europa segna costantemente Nord e dopo che il Job ha percorso circa 6000Km è tempo anche di un breve controllo : fermo dagli amici della IVECO per una verifica (sembra tutto a posto ad eccetto di un sensore di poco conto pronto a ripartire), ospite della rappresentanza Bremach in Ungheria è tempo di una riflessione sulla capitale della stato magiaro anche lei assillata da un certo numero di problemi.

Quelli che di certo non ha il mio Citizen AS4040-55E, il RadioControllato completo di funzione carica a luce infinita EcoDrive, affidabile ed anch’esso protagonista di questa viaggio nella Nuova Europa !

UNGHERIA : BUDAPEST LA PERLA DEL DANUBIO di Silvano Moroni

Eccomi giunto dopo qualche centinaio di Km con il mio camion a Budapest, la capitale dell’Ungheria è tagliata in due dal Danubio.

Sulla sponda destra, immersa in un dolce paesaggio collinare, si trovano Buda e Obuda o la vecchia Buda.
Sulla riva sinistra è situata è Pest, la parte più grande e pianeggiante, il cuore amministrativo della capitale.

La città, estesa su 525 km2, ha una popolazione di poco meno di 2.000.000 di abitanti ed è divisa in ventitré quartieri, amministrati dai rispettivi consigli.

Le acque del fiume che attraversa la città per 28 km, abbracciano alcune isole fra le quali la più famosa Isola Margherita, conosciuta anche come “lo scrigno della metropoli”.

La città, protetta dalla corona dei monti circostanti, conserva un clima gradevole con una temperatura media di 10,8°C.

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La capitale è il centro della vita amministrativa, politica, culturale del paese, in cui si concentra anche la metà dell’industria nazionale, circa un terzo del commercio interno e quasi tutto il commercio con l’estero; è anche crocevia fondamentale del flusso turistico del Paese.

Da qui partono 7 strade nazionali su 8, vi convergono le 11 principali linee ferroviarie ed è l’unica sede aeroportuale internazionale del Paese. Budapest è una città con tanti livelli d’interesse, che il turista frettoloso non può cogliere.

Perciò, consigliamo una vacanza slow. Facendo possibilmente affidamento su una guida capace di rispondere non solo alle domande che suscitano la visita di luoghi d’arte, palazzi e monumenti, ma per suggerire le giuste chiavi interpretative da far apprezzare le bellezze della città e quei piccoli segreti, cadenzati da ritmi e segni di vita quotidiana, che le persone che ci vivono si portano dietro.

Dunque, non mancano motivi e luoghi in grado di suscitare interesse.

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Ma Budapest è anche un simbolo politico-amministrativo e da oltre cinquanta anni.  Cinquanta anni passati, situazioni che si evolvono, cambiano e ricordi che si fanno lontani nel tempo.

Io non c’ero e nel 56 o meglio ero appena nato. Erano altri tempi mi si dice, o con questo o con quello.

Dove questo o quello erano o i russi o gli americani, fate voi. Due modi di vivere contrapposti, due ideologie agli antipodi e in mezzo tutto il mondo. Agli americani l’occidente ai russi l’ oriente.

Ma torniamo all’Ungheria

Paese particolare, finito in mezzo al marasma sovietico. Impero, quello dei soviet, che nella sua famelica ingordigia oltre a paesi slavi non si curò di mischiare pericolosamente etnie, latine ( Romania), magiare (l’Ungheria per l’appunto), baltiche (Estonia, Lituania e Lettonia ), solo per rimanere in questo impero aureo europeo che stanno tentando di venderci dietro a ogni altra ideologia.

Da Carlo Magno in poi l’Europa si vuole unire dietro ai sogni di qualcuno.

Dove i campi di battaglia han fallito ci è riuscito il debito pubblico.

Un Europa che sta insieme sopra ai suoi separati debiti pubblici. Ma una volta c’era un altro impero e un’altra Europa.

Alcuni di voi non l’hanno mai vissuta, mai vista, io avevo tretatre anni quando cadeva il muro di Berlino e stavo diventando vecchio per la formula degli yuppie che è il nome per qualcosa e potete per una volta dire voi per cosa perché io non l’ho mai capito?

50 anni di Angheria in Ungheria per i poveri magiari che non si sono più ripresi e solo ora timidamente si stanno affacciando all’Europa con mille problemi, soprattutto economico-finanziari da risolvere, ma anche di carattere sociale ed etnico.

Si parla di Ungheria in Italia per rispolverare antichi spettri negli armadi di casa. Per rinfacciare questo o quello a qualcuno.

L’Ungheria fu il grido di un popolo che si ritrovò solo, senza aiuti perché poco importante.

L’Ungheria del Danubio, l’Ungheria Magiara, l’Ungheria di Buda e Pest era troppo immersa in Europa per non essere parte dell’Europa ed ora però in parte ne stanno pagando le conseguenze della famelicità europea e soprattutto dei suoi parametri imposti.

In Ungheria la politica è passata sopra alle persone, passata sopra anche coi carri armati! L’Ungheria in quei giorni dello scorso anno si ritrovò sotto la statua del loro poeta nazionale dove leggenda vuole, quel poeta con una poesia cambiò il mondo.

Vedremo se gli Ungheresi quelli del 56 avranno avuto ragione, almeno tra altri 50 anni, ora e troppo presto e troppi rancori sono ancora vivi perché vivi gli uomini.

Ora lascio l’Ungheria altri km lungo il grande fiume, il Danubio e a breve entrerò in Slovacchia e lì sarà veramente un’altra storia.

Lascio questo paese  con un pizzico di nostalgia ma ci voglio ritornare me lo riprometto perché il fascino dell’impero Austro-Ungarico e la simpatia magiara mi ha stregato.

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