Citizen RadioControllato sulle sponde del Danubio.

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Abbiamo da poco lasciato la Transilvania giusto il tempo per raggiungere  il Cuore dell’Ungheria : Budapest, un ponte perfetto tra l’Est e l’Ovest.

La Parigi dell’Est, l’affascinante ed antica Città che è anche una delle più belle Capitali del Mondo, è la nuova meta de La Nuova Europa di Silvano Moroni.

Il progetto, nato grazie ad una sinergia con Bremach e la partnership con Citizen (official timing di questa nuova impresa), con l’obiettivo di percorrere tutti i 10 Paesi che dal 2000 ad oggi sono entrati a far parte della Comunità Europea fa tappa sulle sponde del Danubio all’ombra delle colline di Buda.

UNGHERIA NELLA NUOVA EUROPA di Silvano Moroni

Eccomi dopo gli ultimi chilometri varcare il confine, lasciare la Romania con tutta una serie di problemi che forse ci vorranno ancora molti anni per risolvere e trovarmi immediatamente in un mondo diverso (finalmente strade senza buche……!!!), la definirei la Svizzera di questa area, l’Ungheria, la repubblica magiara.

Ha fatto parte per lungo tempo di quell’impero asburgico che arrivò a controllare l’intera Europa centrale e che ad un certo punto fu persino costretto, per ragioni di opportunità, a mutare il suo nome facendovi rientrare (Impero austro – ungarico) anche quella nazione che non si rassegnava facilmente ad essere inglobata in una pur così grande e fastosa realtà politica.

Questa volta di sua spontanea volontà, ha  ristabilito quell’unità con il resto del continente andata distrutta in seguito a due guerre e ad una cortina di ferro che l’ha relegata per cinquanta anni fra i paesi satellite del colosso sovietico.

Eccomi quindi a solcare le strade dell’Ungheria, che dal 1° maggio 2004 è divenuto membro effettivo dell’Unione Europea, ovviamente con i medesimi diritti e medesimi doveri di tutti gli altri paesi membri della casa comune europea. Una scelta in qualche modo scontata, quella degli ungheresi, che hanno seguito il percorso storico che tutta l’Europa centro-orientale ha compiuto.

Un paese, che ha subito negli ultimi 13/15 anni una trasformazione strutturale profonda, particolarmente visibile in campo economico e culturale mi dicono alcuni imprenditori che ho avuto l’opportunità di incontrare . Il crollo del comunismo sovietico ha portato all’abbandono della stretta pianificazione economica, con un avvento dell’economia di mercato fin dal principio accompagnato dall’Unione Europea, con la quale lo stato magiaro firmò un accordo di associazione già nel 1990.

Le aziende nate hanno dunque tutte avuto uno speciale rapporto con la UE, verso la quale si svolge circa il 70% del commercio.

Un dato che, insieme a quello della forte privatizzazione e dell’arrivo di capitali stranieri (tedeschi e statunitensi,ed anche italiani), fa comprendere l’importanza che nella vita di milioni di ungheresi ha significato il rapporto privilegiato con i paesi membri dell’Unione.

Il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, perseguito con buon successo negli anni novanta, si è progressivamente attenuato in coincidenza con la grande stagnazione dell’economia europea, ma i dati attuali non sono affatto negativi se raffrontati con altri paesi della zona.

Le forze politiche di questo paese, membro Nato dal maggio 1999, sembrano però essere d’accordo solo sulla scelta europeista ed atlantica fatta a suo tempo. Sul resto è scontro totale, ad iniziare dalla questione, particolarmente delicata, delle minoranze ungheresi nei paesi vicini (2 milioni di ungheresi in Romania, 600 mila in Slovacchia, 400 mila in Serbia), verso i quali il paese si dimostra talmente attento da far sorgere non poche preoccupazioni nei governi degli stati confinanti.

Per il resto, l’adesione del paese all’Euro, previsto per il 2011, potrebbe slittare a causa di un deficit troppo elevato per i criteri stabiliti dall’Unione per l’adesione alla moneta unica. L’Ungheria dunque che è entrata nella UE da qualche anno è uno dei nuovi membri più preparati all’ingresso nella nuova Europa. Un paese che è cambiato molto in quindici anni, prendendo però e direi purtroppo anche qualche negatività  di quell’occidente libero che un tempo pareva l’ideale.

Europa Unita, insomma, sempre di più: negli obiettivi da raggiungere e nei problemi da risolvere.

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