Polar Bike Computer – Sulla Panoramica Zegna.

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E’ un  laboratorio a “a cielo aperto”, ricco non solo di meraviglie della natura ma anche di storia e tradizione della gente di montagna, il teatro naturale della nuova “impresa” di GianLuca insieme al Suo inseparabile Polar CS400 sui pedali sino ad oltre i 1.500 metri.

Due ore su una strada voluta, nel 1939, da uno dei più noti industriali del settore tessile biellese : Ermenegildo Zegna.

Una “panoramica” che congiunge Trivero a Rosazza, una salita che consente di godere di panorami splendidi e non poteva mancare nel palmares di Gianluca.

Un’area, diventata oasi naturalistica (le pendici sono abbellite da migliaia di piante), che si estende per circa 100 Km2 in Piemonte, nella provincia di Biella, tra Trivero e la Valle Cervo che copre la parte orientale delle Alpi biellesi ed ancora Oggi viene presa a modello di un giusto equilibrio tra il turismo e le esigenze di conservazione della natura.

Punteggi. Difficoltà 7. Valore paesaggistico: 9.

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento o impermeabile per la parte iniziale della discesa; indicatore luminoso per il passaggio in galleria (vedi oltre); zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml (2000 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, tarando l’altitudine a Crevacuore (377 m) e azzerando il chilometraggio vicino all’inizio della salita, in prossimità di Pray.

Descrizione del percorso.

In automobile. Ci si porta in auto a Gattinara e si segue da qui l’indicazione per Borgosesia. La strada costeggia il fiume Sesia sulla sponda ovest e offre numerose piazzole di sosta all’ombra dove si può lasciare l’auto ed inforcare la bicicletta. L’intero percorso descritto, lasciando l’auto appena dopo Gattinara, è lungo circa 75 km. A distanza di 12 km, appena dopo Bornate, si imbocca la deviazione a sinistra per Crevacuore. Se a questo punto non si è ancora lasciata l’auto conviene farlo appena possibile, perchè a distanza di 8-9 km inizia la salita per Trivero, e quindi rimane poco tempo scaldare i muscoli.

In bicicletta. Fuori da Crevacuore (377 m) si seguono le indicazioni per Coggiola/Trivero. Dopo meno di 3 km si incontra la deviazione, con cui inizia la salita verso Trivero. La strada sale ininterrottamente per 6 km con pendenze tra il 5% e l’8%. A Trivero (739 m), dopo un brevissimo tratto quasi pianeggiante si devia a sinistra seguendo l’indicazione Oasi Zegna. La strada inizia nuovamente a salire, per 18 km, con pendenze tra il 4% e il 10%, e un solo tratto pianeggiante a circa 4 km dalla sommità (le pendenze maggiori si trovano nella parte iniziale e finale). Il termine dell’ascesa, a Bielmonte (1517 m), è preannunciato da un pericoloso passaggio in gallerie senza illuminazione, cui segue l’ultimo km di salita all’8-10% di pendenza. Per il transito in galleria va considerato che il buio è assoluto, il ciglio della strada è accidentato (si rischia di cadere), e i conduttori dei mezzi motorizzati potrebbero non avere il tempo di adattarsi al repentino calo di illuminazione rispetto all’esterno; è quindi preferibile disporre di un indicatore luminoso, o almeno di un catarifrangente.

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita: circa 22 km (dal bivio di Pray a Bielmonte); pendenza media: 5,2%; pendenza massima: 12%; dislivello totale scalato in ascesa: 1180 m; tempo necessario: circa 2 ore. La temperatura a valle era di 26°C.

Esposizione. La salita è quasi interamente all’ombra.

Punti di ristoro. Non si incontrano fonti di acqua per l’intero percorso. A Bielmonte c’è un bar.

Traffico motoristico. Da Trivero a Bielmonte è scarso, anche di sabato. Diverse motociclette, tuttavia, sfrecciano indisturbate a volte a folle velocità e invadendo la corsia opposta, in completa assenza di controllo da parte della Polizia.

Fondo stradale. Ottimo fino a Trivero; discreto da Trivero a Bielmonte (qualche rappezzo e qualche crepa nell’asfalto).

Impressioni. La salita dopo Trivero è splendida, con una parte iniziale completamente immersa nell’umida frescura dei boschi e una parte finale caratterizzata da panorami spettacolari verso le colline e la pianura biellese e, più in lontananza, vercellese e novarese.

Arrivederci alla prossima “impresa” di GianLuca ed il Suo CS400!!

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