Polar CardioFrequenzimetro sfida la salita dell’Alpe Colla.

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E’una salita sconvolgente quella che mette a dura prova GianLuca ed il Suo fido Polar Computer Bike : il CS400.

Dalle pendenze proibitive tali da stritolare le gambe e paralizzare la mente.

Seppur l’eloquente scritta auguri, posta all’inizio della salita, la sconsigli, nulla si nega al ns. GianLuca…..nemmeno questa nuova sfida !

Sono le curve dell’Alpe Colla, che sembrano disegnate per un ottovolante, e le rampe dell’Alpe Quaggione, tali da indurre più volte il sollevamento della ruota anteriore, il terreno di questa nuova impresa.

Alpe Colla – Alpe Quaggione Punteggi. Difficoltà 9. Valore paesaggistico: 9

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento o anti-pioggia per la parte iniziale della discesa. Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1000 ml (1500 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, tarando l’altitudine e azzerando il chilometraggio al bivio per Casale Corte Cerro (m. 300).

Rapporti consigliati. Considerate le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un 34 anteriore e di un 27 o 28 posteriore (o accoppiata equivalente).

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Descrizione del percorso. In automobile. Raggiunta Omegna si seguono le indicazioni per Gravellona Toce. Appena fuori dal centro di Omegna si supera il ponte sul torrente Strona e, da questo punto, si prosegue per 1,5 km fino al bivio per Casale Corte Cerro. Cento metri dopo questo bivio, sulla sinistra, una breve strada in salita conduce al piazzale della vecchia stazione ferroviaria; lungo questa strada, o nello stesso piazzale, si può lasciare l’auto.

In bicicletta. Riguadagnata la SS 229 per Gravellona si torna alla deviazione per Casale Corte Cerro e la si imbocca, iniziando la salita. Superata la ferrovia si devia a sinistra seguendo l’indicazione Gattugno (via Monte Mazzone). Poche centinaia di metri e si raggiunge la via San Fermo, che va imboccata sulla destra (in direzione di San Fermo).

Passata la località di San Fermo (401 m slm) si supera, sulla destra, la deviazione per Montebuglio, proseguendo sempre diritto fino a Gattugno (504 m slm). Nella piazzetta del paese si transita alla sinistra del Circolo Operaio, seguendo l’indicazione Alpe Colla. Appena aggirato il caseggiato appare una rampa terrificante, inaugurata da una scritta eloquente: auguri.

Chi ha l’ardire di affrontare il muro iniziale avrà un assaggio immediato della mostruosità di questa devastante salita che in poche centinaia di metri stritola le gambe tra le spire dei propri tornanti e paralizza la mente con una fatica al limite del sostenibile. Le curve dell’Alpe Colla, con pendenze sempre tra il 12 e il 20%, sembrano disegnate per un ottovolante, e le rampe dell’Alpe Quaggione, tra il 14 e il 22%, inducono più volte a sfiorare il sollevamento della ruota anteriore.

Raggiunto il piazzale dell’Alpe Quaggione (dedicato alle Donne nella Resistenza, 1155 m slm) si imbocca la strada sulla sinistra verso il Monte Zuccaro (non c’è indicazione). Dopo 300 m di falsopiano, al bivio terminale che segue la lapide al 40° Anniversario della strada Germagno Quaggione, si svolta a destra (indicazione Cerano, Monte Massone, Poggio Croce; sentiero 10), per l’ultimo chilometro di follia (pendenze fino al 20%), che svela un panorama mozzafiato: il Verbano tra Gravellona e Verbania col delta del Toce.

La discesa veloce dall’Alpe Quaggione a Omegna è impossibile, per le eccezionali pendenze e il fondo stradale a tratti accidentato.

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita: km 9,7; pendenza media: 9,7% (Omegna-Gattugno, 3 km: 7,3%; Gattugno-Alpe Quaggione, 6,78 km: 10,7%); pendenza massima: 22%. Dislivello totale scalato in ascesa: 950 m; tempo necessario: 1 ora e 15 m. La temperatura a valle era di 22°C.

Esposizione. Di pomeriggio, da Omegna a Gattugno si alternano tratti al sole e in ombra; dopo Gattugno la salita è tutta in ombra, e soprattutto lo è in tutti i tratti più impegnativi.

Punti di ristoro. Lungo il percorso ci sono due fonti d’acqua; la prima a Gattugno, proprio all’inizio della salita per l’Alpe Colla, sul ciglio sinistro della strada; la seconda sul piazzale dell’Alpe Quaggione (l’acqua è fresca e di buona qualità).

Traffico motoristico. Scarso da Omegna a Gattugno; inesistente da Gattugno all’Alpe Colla; scarso dall’Alpe Colla all’Alpe Quaggione.

Fondo stradale. Globalmente buono per quasi tutto il tragitto (da Omegna all’Alpe Quaggione); in alcuni tratti l’asfalto è moderatamente accidentato.

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Impressioni. Una salita sconvolgente, esoterica, scavata da una forza bruta nel buio di boschi fittissimi, impermeabili alla luce del giorno. Si emerge sulla cima sfigurati dalla fatica, incapaci di capire come sia stato possibile resistere a un simile impatto.

Mano a mano che si recupera lucidità affiorano sempre più nitidi i dettagli di ogni centimetro di quell’asfalto terrificante, e il compiacimento per l’impresa viene rapidamente affievolito dal dubbio di avercela fatta per un puro caso, che non potrà mai più ripetersi.

Così nasce la malattia… l’impulso morboso a ripetere all’infinito la sfida a una delle pochissime salite contro le quali, in partenza, la vittoria va sempre considerata un’eventualità, più che una certezza.

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  1. […] In linea di massima, per fornire un criterio pratico, è preferibile evitare questa salita se non si è in grado di completare la scalata Alpe Colla-Alpe Quaggione in meno di 1 ora. […]

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