Polar Cardiofrequenzimetro – Sulla mitica salita Oropa di Pantani.

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E’ la salita che porta al Santuario di Oropa, il santuario mariano dedicato alla Madonna nera sito a circa una dozzina di chilometri da Biella, l’impresa che ha portato a termine il ns.GianLuca in compagnia dell’inseparabile Polar CS400.

La mitica salita di Pantani che porta a circa circa 1.150 metri sino al santuario incastonato in un anfiteatro naturale di montagne che fanno parte delle Prealpi Biellesi, luogo di assoluta bellezza, incontro, dialogo, ascolto, contemplazione e di preghiera.

Ma per gli appassionati di Ciclismo il nome di Oropa è legato alla salita che è già contemplata tra le classiche del Giro d’Italia.

Merito dei campioni che qui hanno lasciato le loro impronte senza lesinare, uno su tutti, naturalmente, Marco Pantani.

Il Pirata fu protagonista di una delle imprese più straordinarie della storia del ciclismo : era il 1999 ed all’inizio della scalata incappò in un problema di natura meccanica che lo pose sin da subito all’inseguimento.

Una rincorsa memorabile ed una serie di sorpassi che sono entrati nella storia !

Marco superò e staccò tutti in appena 6 km alimentando una delle giornate più leggendarie della sua carriera e legando, per sempre, il Suo nome a questa salita.

Basta dire Oropa per evocare imprese e campioni mai dimenticati.

Ma ecco i dettagli di GianLuca ed i preziosi dati forniti dal Ciclo Computer Polar CS400.

Consigli e impressioni utili a chi vuole preparsi ad affrontare, bene informati, ad una delle leggende del ciclismo : la mitica salita Oropa di Pantani

Punteggi. Difficoltà 7. Valore paesaggistico: 6.

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa (soprattutto se non c’è il sole). Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1000 ml (1500 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Biella (420 m).

Descrizione del percorso.

In automobile. Entrati in Biella da Chiavazza si prosegue in direzione di Adorno Micca, costeggiando la sponda est del torrente Cervo. Dopo il primo ponte (ponte Cervo), si prosegue per circa 750 m e quindi si attraversa il torrente svoltando a sinistra sul secondo ponte (ponte della Maddalena).

A distanza di neanche 100 m, al bivio ci si tiene sulla destra imboccando via Italia e al primo incrocio si svolta ancora a destra in viale Battistini. Entrambe le successive traverse di destra di viale Battistini portano alla via Santuario di Oropa. Alternativamente ci si dirige verso l’ospedale, lo si costeggia seguendo viale Carducci e viale Matteotti. Al termine di viale Matteotti si svolta a sinistra e poi subito a destra, imboccando la grande via Lamarmora. Alla prima rotatoria si svolta a destra in via P. Micca e si prosegue sempre dritti fino all’inizio della salita per Oropa.

In qualsiasi punto del percorso si può lasciare l’auto e inforcare la bicicletta. La salita inizia immediatamente, con pendenze subito abbastanza impegnative (7%-9%). Biella è raggiunta da strade extraurbane estremamente trafficate e piuttosto pericolose; poco adatte ai ciclisti; il riscaldamento va quindi fatto essenzialmente in città, con notevole difficoltà.

In bicicletta. La salita è più blanda nella parte iniziale, fino a Pralungo, con pendenze del 5%- 8%, poi si fa più impegnativa aumentando al 7%-10%, con tratti fino al 12%. Il percorso fino a Oropa (1180 m) è piuttosto lineare, con pochi tornanti e molti lunghi tratti rettilinei.

Giunti alla piana del Santuario è possibile procedere ulteriormente sul lato sinistro dello stesso per raggiungere la sua parte posteriore, in direzione di Rosazza. In questo modo si aggiunge al percorso un’ulteriore tratto di dura salita con pendenza al 10-12%.

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita: 12 km; pendenza media 6,5%; pendenza massima 12%; dislivello totale scalato in ascesa 820 m; tempo necessario: circa 1 ora e 20’. La temperatura a valle era di 26°C.

Esposizione. La salita alterna tratti al sole, soprattutto nella prima metà, a lunghi tratti ombrosi e freschi, soprattutto nella parte finale.

Punti di ristoro. Non si incontrano fonti di acqua tra Biella e Oropa.

Traffico motoristico. Per tutto il percorso il traffico è sostenuto, e a tratti diventa fastidioso, sia per il rumore, sia per l’odore dei gas di scarico.

Fondo stradale. Ottimo. Giunti ad Oropa il tratto finale in piano di fronte al santuario è in parte in pavè.

Impressioni. La salita è piuttosto uniforme e offre qualche bello scorcio collinare dapprima a ovest, sulla valle dell’Elvo, quindi ad est, verso il torrente Oropa. La spianata del santuario di Oropa è grandiosa, e il Santuario mastodontico.

Arrivederci alla prossima impresa di GianLuca e del Suo Polar Ciclo Computer

0 commenti
  1. marco
    marco dice:

    vorrei solo correggere il punto in cui dici che non ci sono fontane da biella ad oropa .1 bottalino 2 favaro 3 salita della vecchia ciao

    Rispondi

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