Polar Cs400 Computer Bike – In salita verso il Mottarone.

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E’ la montagna dei due laghi” chiamata “il Mottarone” per la sua particolare posizione dalla quale si può godere un panorama mozzafiato che abbraccia sia il Lago Maggiore che il Lago d’Orta.

Per i ciclisti, in particolar modo quelli  novaresi, il Mottarone è un “must” e rappresenta un luogo di iniziazione per generazioni di appassionati dei pedali.

Una salita di tutto rispetto che ha visto anche il passaggio della carovana del Giro d’Italia non per nulla scelta come debutto della mia collaborazione con il Blog di LimbiatiOrologeria.it !

L’idea di creare delle schede che possano fornire informazioni, molto utili ai cicloturisti e  cicloamatori, suggestioni che rassicurino anche i più incerti sulla possibilità di pensare più in grande lanciandosi in queste piccole grandi imprese.

Al mio fianco il Polar CS400 : il Bike Computer nato per chi vuole migliorare ed analizzare al meglio le sue performance, completo di inclinometro che consente di misurare la percentuale di pendenza del percorso in tempo reale.

Mottarone (dal Lago Maggiore)

Punteggi. Difficoltà 7. Valore paesaggistico: 10

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento o impermeabile per la parte iniziale della discesa; zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml (2000 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, tarando l’altitudine a Brovello (435 m) e azzerando il chilometraggio all’inizio della salita, all’ingresso di Gignese.

Descrizione del percorso.
In automobile. Al fine di evitare il traffico motoristico del lungo lago, soprattutto di sabato e domenica, conviene salire da Borgomanero nell’Alto Vergante, seguendo le indicazioni per Invorio, e proseguendo in direzione di Carpugnino. Si potrà apprezzare uno splendido paesaggio collinare con scorci sul lago Maggiore, ad altezze comprese tra 300 e 600 m. Per consentire un minimo di riscaldamento muscolare conviene non spingersi in auto oltre Brovello: la salita al Mottarone dista solo 5-6 km.

In bicicletta. Proseguire in direzione di Carpugnino e da qui verso Gignese; ben presto iniziano le salite, con un breve strappo al 14% appena dopo Vezzo.
Prima dell’ingresso nell’abitato di Gignese, sulla sinistra, si nota l’ingresso del campo da golf; proprio di fronte, sulla destra, si può imboccare la strada che porta ad Alpino (non segnalata ma evidente) e si congiunge poi con la salita del Mottarone.

In alternativa si può proseguire ulteriormente per qualche centinaio di metri e svoltare a destra per Alpino alla deviazione successiva, indicata dal cartello turistico “Mottarone��?.

Questa seconda opzione, però, è più temeraria, in quanto la strada per alcune centinaia di metri si impenna brutalmente, con pendenza fino al 15%, e può mandare in crisi se si è ancora freddi.

Da questo punto l’ascesa ha pendenze tra il 7% e il 12%, con una provvidenziale spianata al 4° km, appena passato il casello di pagamento del pedaggio auto (le biciclette sono dispensate; ci si deve incanalare nella corsia dedicata, alla sinistra della barriera).

Dopo un km di piano o leggera discesa la salita riprende per ulteriori 8 km alternando tornanti e lunghi rettilinei con le stesse pendenze, fino al Mottarone (1421 m).

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita circa 15 km (da Vezzo al Mottarone); pendenza media 6,35%; pendenza massima 15%; dislivello totale scalato in ascesa 964 m; tempo necessario circa 1h e 20’. La temperatura a valle era di 25°C.

Esposizione. La salita è interamente all’ombra; solo l’ultimo chilometro, dalla confluenza con la strada che sale dal versante del lago d’Orta, ha un tratto in pieno sole.

Punti di ristoro. Non si incontrano fonti di acqua per l’intero percorso. Nel piazzale appena sotto la vetta del Mottarone c’è un bar, ma non c’è parcheggio per luchettare le biciclette.

Traffico motoristico. Da Gignese al Mottarone è scarso, anche di sabato. Diverse motociclette, tuttavia, sfrecciano indisturbate a volte a folle velocità sui tornanti invadendo la corsia opposta, in completa assenza di controllo da parte della Polizia.

Fondo stradale. Ottimo fino a Gignese, discreto da Alpino alla barriera, a tratti scadente dalla barriera al Mottarone (numerose crepe nell’asfalto, presenza di foglie e piccoli rami d’albero sulla sede stradale).

Impressioni. Gli ultimi 9 km (dopo il casello di pagamento pedaggio) sono incantevoli; i tornanti si snodano all’interno di fitti boschi e secolari pinete che emanano umide fragranze di resina e avvolgono in profondi silenzi. Sul Mottarone si gode di un panorama mozzafiato, che comprende le alpi e le prealpi dal Monviso alla Laurasca, al Pizzo del diavolo, con l’imponente massiccio del Rosa a ovest, e gran parte del Lago Maggiore, con la pianura a valle, fino a Milano

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