Polar CS400 nella sfida al Passo del Mortirolo e della Foppa.

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E’ probabilmente la salita più tecnica che si possa immaginare, non per nulla definita la Regina delle Salite che richiama centinaia di appassionati che vengono da ogni parte d’Italia per misurarsi con questo distillato di perfezione tecnica.

Teatro di imprese entrate nella leggenda del ciclismo (quella di Marco Pantani, la fuga solitaria che staccò quotati avversari, viene ricordata anche da una scultura che raffigura campione romagnolo durante uno scatto con le mani basse sul manubrio voltato a scrutare gli avversari) rimane una delle salite più dure d’Europa.

Protagonista di un precedente post curato dal ns. GianLuca (affrontata partendo da Monno) ritorna sulla pagine del ns.Blog affrontata, sempre al fianco dell’inseparabile Polar CS400, partendo da Mazzo di Valtellina.

Passo del Mortirolo e Passo della Foppa (da Mazzo di Valtellina)

Punteggi. Difficoltà 9,5. Valore paesaggistico: 10.

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento per la parte iniziale della discesa (soprattutto se non c’è il sole). Zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml

(per la salita al Mortirolo; meglio 2000 ml per l’intero tour). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine a Mazzo di Valtellina (420 m).

Rapporti consigliati. Considerando la lunghezza e le pendenze proibitive, questa salita non è consigliabile se non si è ben allenati e se non si dispone di un rapporto 34 anteriore e 30 posteriore(o accoppiata equivalente).

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Descrizione del percorso.In automobile. Provenendo da Tirano si può lasciare l’automobile appena fuori Sernio, in modo da disporre di circa 11 km per il riscaldamento, prima di iniziare la salita, a Mazzo di Valtellina. Provenendo da Bormio, sulla SP 27 in direzione di Sondrio, al km 12 si incontra una prima indicazione per il Passo del Mortirolo, appena dopo Tiolo, e un’altra ancora poco oltre, all’altezza di Grosio. Queste due strade confluiscono dopo meno di 2 km in un’unica via per il Passo del Mortirolo alternativa rispetto a quella più diretta che parte da Mazzo di Valtellina.

La variante di Tiolo/Grosio è caratterizzata anch’essa da tratti impegnativi, ma in minore misura, per pendenze e per numero, rispetto alla via di Mazzo, e, soprattutto presenta numerosi falsipiani che consentono di riposarsi. La confluenza delle due vie ha luogo a 2,5 km dal Passo. Chi vuole misurarsi con la via più difficile può quindi lasciare l’auto appena dopo Sondalo, ma devono evitare le due uscite sopra citate, superare Grosotto e raggiungere Mazzo di Valtellina. In questo modo si avranno a disposizione circa 9 km per il riscaldamento.

In bicicletta. Appena dopo il Passo del Mortirolo si incontra il bivio per Monno (a sinistra) o Trivigno (a destra). La discesa per Monno (l’altro versante del Mortirolo) è molto suggestiva paesaggisticamente, ma giunti a Monno verrete convogliati sulla trafficatissima (e ciclisticamente per nulla interessante), SS 42 della Valcamonica, che dovrete percorrere fino a Edolo (5 km), per poi raggiungere Aprica dopo ulteriori 15 km di traffico automobilistico.

Al contrario, seguendo l’indicazione per Trivigno vi ritroverete in un paradiso terrestre, sospesi a 1850 m di altezza tra la Valtellina (a nord) e la Val di Còrteno (a sud), in perfetta solitudine, avvolti in una pineta per più di 15 km. Attenzione però, intorno al 12° km si incontra un bivio privo di segnalazioni e potenzialmente… letale: la strada sulla destra, in piano, porta a Trivigno (OK), quella sulla sinistra, in discesa, porta in Val Còrteno, verso a Edolo (da evitare !!!).

Le pochissime casette di Trivigno sono sparse qua e là in un arioso pianoro i cui prati, dal profilo dolce e ondulato, diffondono la loro luce fino al margine delle pinete. Superato questo splendore si torna nuovamente tra i mortali: 13 km di discesa tra i boschi per arrivare ad Aprica. La tratta da Aprica a Tirano è la dura penitenza per quanto si è goduto prima: traffico, motori, rumore….

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Salita da Mazzo di Valtellina al Passo del Mortirolo: lunghezza: 12 km; pendenza media 10,3%; pendenza massima 20%; tempo necessario circa 1h e 30 m. Dislivello totale scalato in ascesa (intero tour) 2095 m. La temperatura a valle era di 25°C.

Esposizione. La salita al Passo del Mortirolo alterna tratti al sole, soprattutto nella prima metà, a lunghi tratti ombrosi e freschi (tranne gli ultimi 500 m, in pieno sole).

Punti di ristoro. Si incontrano 2 fonti d’acqua a Mazzo di Valtellina, sulla strada che introduce alla salita al Mortirolo. Una fonte di acqua si trova a 0,5 km dal Passo del Mortirolo, sulla destra, in corrispondenza di un abbeveratoio in pietra. Circa 1 km dopo il passo del Mortirolo, in direzione Trivigno, si incontra un alpeggio con un lungo abbeveratoio in pietra alimentato da una fonte d’acqua freschissima ed eccellente al palato.

Traffico motoristico. Sulla salita al passo del Mortirolo il traffico è scarso. Dal passo del Mortirolo a Trivigno virtualmente assente. Da Trivigno ad Aprica moderato e da Aprica a Tirano molto sostenuto.

Fondo stradale. Da Mazzo al Mortirolo è ottimo; dal Mortirolo a Trivigno buono. Da Trivigno ad Aprica discreto (la discesa veloce è possibile, ma con prudenza). Da Aprica a Tirano buono (è possibile la discesa veloce).

Impressioni. La salita al Mortirolo da Mazzo di Valtellina è probabilmente la salita più tecnica che si possa immaginare: pendenza media superiore al 10% su una lunghezza di oltre 12 km (combinazione praticamente unica); strappi brutali con pendenze superiori al 20% ben intervallati da tratti di alleggerimento al 12-14%; parte più impegnativa collocata al centro, tutta in ombra; equilibrato rapporto tra tornanti e tratte lineari; percorso su un fondo asfaltato pressoché perfetto, sempre sotto i 2000 m di altitudine, in assenza di traffico motoristico.

C’è da scommettere che se si chiedesse a un ciclista esperto che non sia mai stato in Valtellina di disegnare a tavolino la Regina delle Salite, compendio perfetto di tutte le scalate fatte nella sua vita, ebbene, disegnerebbe proprio il Mortirolo. Questa è la ragione per cui ogni anno, centinaia di appassionati vengono da ogni parte d’Italia (e non solo) a misurarsi con questo distillato di perfezione tecnica. La sfida al Mortirolo richiede una preparazione fisica e mentale assolutamente perfetta; il più piccolo errore, la minima distrazione, qui, costa il fallimento.

Lasciato alle spalle il brivido agonistico del Passo, ci si può finalmente rilassare: la via per Trivigno è un paradiso terrestre sospeso a 1850 m di altezza tra la Valtellina (a nord) e la Val di Corteno (a sud). Per 16 km si rimane in assoluta solitudine, immersi in una pineta avvolgente che filtra luci soffuse e delicati profumi di resina e si interrompe con parsimonia solo per dischiudere strabilianti vedute delle valli sottostanti, popolate dagli umani…

Le pochissime casette di Trivigno sono sparse qua e là in un arioso pianoro i cui prati, dal profilo dolce e ondulato, si spingono fino al margine delle pinete. La discesa verso Aprica, tutta nel bosco, dissipa gradualmente l’incanto, e alla vista dei primi alberghi si è bruscamente richiamati alla propria natura mortale…

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0 commenti
  1. Marco
    Marco dice:

    fatto giovedì 16-07-2009 dopo aver scalato il gavia da ponte di legno.
    Tempo impiegato 1h, 18 min, 44 sec da Mazzo Valtellina.
    Rapporti 34 – 27 (usato a tratti) quasi tutto con il 25.
    Salita durissima!!!!

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  2. ENRICO
    ENRICO dice:

    IERI, 27/07/2009, HO FATTO IL GIRO CHE HAI DESCRITTO PARTENDO DA TIRANO… LA TUA RELAZIONE E’ PERFETTA PERO’ VORREI AGGIUNGERE DUE PARTICOLARI: A CIRCA QUATTRO KM DAL PASSO C’E’ UNA CASA SUL BORDO DESTRO DELLA STRADA, RECINTATA CON DEI SASSI, DOVE C’E’ UNA FONTANA DI PIETRA DALLA QUALE SGORGA UN’ACQUA FRESCHISSIMA (LA FONTANA E’ PRIVATA MA NESSUNO NEGA DELL’ACQUA AI CICLISTI). INOLTRE VORREI SOTTOLINEARE CHE LA DISCESA DA TRIVIGNO AD APRICA E’ MOLTO BELLA MA IL FONDO STRADALE NON LO E’ ALTRETTANTO (ATTENZIONE). ENRICO.

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  3. mario
    mario dice:

    venerdi14/8 mi appresterò alla conquista del mortirolo da Mazzo tenendo presente le vostre preziose indicazioni;una volta in cima al passo per andare verso il gavia che direzione devo prendere?Speriamo bene……..

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  4. Antonio
    Antonio dice:

    Anche io ho fatto i Mostro durante la G.F. Aprica del 2007 e devo dire che partendo dall’Aprica per poi andare verso il Gavia e successivamente, dopo passato Bormio, fare il Mortirolo (dopo 110 Km di gara!!!) io ho sentito tutta la stanchezza di questo mondo, confesso che non sono uno scalatore (1,88 di altezza x 95-100 Kg di peso) e più volte sono sceso durante la salita, ma la soddisfazione di arrivare in cima (nel mio caso quasi per inerzia a causa di un’incontro con una ragazza con i crampi che ho fatto fare gli ultimi 2 Km a forza di chiacchiere!!!) non ha pari al mondo!!!
    Per il resto devo solo avvertirvi che dal 3° al 9° km le pendenze sono esagerate, quindi salite tranquilli e non reoccupatevi del tempo di scalata e se riuscite godetevi la natura che circonda questa salita…
    Ciao e buona pedalata
    Antonio – A.S.D. Felsina-Bologna

    Nota: per Mario: per andare al Gavia dopo il Mortirolo, devi girare a sinistra alla fine della discesa… spero tu abbia buone gambe!!! Ciao.

    Rispondi

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