Polar CS400 verso il Mottarone da Armeno.

orta_dal_mottarone.jpg

E’ la montagna dei due laghi, uno dei più suggestivi balconi naturali di tutto il Piemonte, capace di regalare un panorama unico che abbraccia sia il Lago Maggiore che il Lago  d’Orta.

Una montagna speciale, dolce nella fisionomia e maestosa nel posizionamento, avvolta da una natura lussureggiante.

Luogo di iniziazione per generazioni di ciclisti, per lo più Novaresi, è la salita che vide anche il passaggio del serpentone rosa del Giro d’Italia e fu scelta, non per nulla, come debutto della collaborazione tra questo Blog ed il ns.GianLuca.

Una salita molto impegnativa che ci viene riproposta salendo dal versante opposto al precedente racconto : da Armeno anziché Gignese.

Armeno-Mottarone

Punteggi. Difficoltà 8. Valore paesaggistico: 10.

Equipaggiamento speciale. Giacca anti-vento o impermeabile per la parte iniziale della discesa; zainetto idrico o borracce con capienza totale di almeno 1500 ml (2000 ml se il clima è molto caldo). Io ho portato anche il mio inseparabile Polar CS400, azzerando il chilometraggio e tarando l’altitudine all’uscita di Armeno (539 m slm).


Rapporti consigliati. In considerazione della lunghezza della salita, dell’ampia esposizione al sole e delle notevoli pendenze della parte iniziale, è preferibile disporre di un 34 anteriore e di un 26 o 27 posteriore (o accoppiata equivalente).

armeno_mottarone_cartina.jpg

Descrizione del percorso.In automobile. giunti a Borgomanero si segue la direzione Gozzano / Omegna. All’uscita di Borgomanero si devia a destra per Briga Novarese. Alla rotatoria in uscita da Briga si segue sulla destra l’indicazione per Invorio. Prima di arrivare a Invorio si incontra un bivio (il secondo dopo Briga) con l’indicazione a sinistra per Bolzano Novarese. A Bolzano Novarese si attraversa il paese in direzione di Ameno / Armeno. Appena fuori da Bolzano Novarese, proprio all’altezza del cartello segnaletico di fine località, si incontra sulla sinistra un’ampia e comoda piazzola in cui si può lasciare l’auto.

In bicicletta. Lasciato Bolzano Novarese si seguono le indicazioni per Ameno / Armeno. Appena prima di Ameno si incontra un breve strappo al 15% di pendenza, un po’ imbarazzante coi muscoli freddi. Superato Ameno si lambisce Miasino, svoltando a destra per Armeno. La strada è tutta in salita ma non particolarmente impegnativa (pendenza media 5-7%). Superata la deviazione per Pisogno, al primo svincolo sulla sinistra si entra in Armeno e si prosegue verso il centro del paese. Nella piazzetta c’è l’indicazione per il Mottarone. La strada si impenna subito brutalmente raggiungendo, nei pressi di Cheggino, pendenze del 16%. I primi 4 km sono tutti molto impegnativi, con pendenza media del 9,7% e numerosi tratti tra il 14 e il 16%, spesso in pieno sole. Dopo una breve spianata al Santuario della Madonna di Luciago, la strada riprende a salire, ma da qui con pendenze meno drastiche, mediamente tra il 6 e il 12%, con pochi tratti fino al 14%. Negli ultimi 3 km gli alberi scompaiono quasi completamente e la salita deve essere affrontata in pieno sole, con l’aria che comincia a rarefarsi, sopra i 1000 m di altezza.

Per la discesa si seguono le indicazioni per Stresa. Il fondo stradale è a tratti accidentato e preclude le alte velocità. Superata la barriera del pagamento pedaggio (dovuto solo dai mezzi motorizzati; le biciclette sono dispensate), a distanza di poche centinaia di metri si incontra una deviazione sulla destra con l’indicazione Gignese (cartello bianco). Seguendo questa indicazione si giunge alla Via Nuova, che conduce nel centro di Gignese, proprio dinnanzi alla chiesa parrocchiale (se si manca questa deviazione si finisce molto più in basso, all’ingresso del paese, e quindi si deve poi risalire per imboccare la strada del ritorno verso Armeno).

Dalla chiesa Parrocchiale si scende verso la parte bassa del paese e, raggiunta la strada principale, la si imbocca a destra in direzione Armeno. Appena fuori da Gignese inizia una lunga e dolce discesa di 10 km immersa in un paesaggio da favola, descritto nelle scheda delle “Terre tra il Cusio e il Verbano“. Da Armeno si rientra a Bolzano novarese.

Per il rientro tuttavia consiglio una variante rispetto al percorso di andata che fa risparmiare fatica (evita un paio di brusche salite) e regala un panorama sensazionale: prima di entrare in Ameno seguire le indicazioni per Vacciago, sulla destra, e attraversare il paese…Nel piazzale della chiesa una magnifica veduta sull’intero lago d’Orta. All’uscita di Vacciago rientrare seguendo l’indicazione a sinistra per Bolzano Novarese

orta_da_armeno.jpg

Dati tecnici (rilevati con Polar CS400). Lunghezza totale della salita da Armeno al Mottarone 11,7 km; pendenza media 7,4%; pendenza massima 18%; tempo necessario circa 1 h e 10 min. Lunghezza dell’intero tour proposto 40 km, con dislivello totale scalato in ascesa di 1198 m. La temperatura a valle era di 25°C.

Esposizione. La salita presenta numerosi tratti al sole nei primi 4 km, poi prevalentemente all’ombra per 6 km e infine nuovamente in pieno sole per gli ultimi 2-3 km.

Punti di ristoro. Una fonte d’acqua si trova nella piazzetta di Armeno, sulla destra, quasi di fronte alla via che porta al Mottarone. Lungo la salita si incontrano due fonti d’acqua, la prima a circa 4 km, sulla sinistra, nel piazzale del Santuario della Madonna di Luciago; la seconda dopo 9 km, sulla destra, sul ciglio della strada.

Traffico motoristico. Da Armeno al Mottarone è scarso, perfino di sabato. Anche su questo versante del Mottarone, addirittura più che sul versante di Stresa, imperversano i motociclisti che utilizzano la salita come una pista (ripercorrendola anche più volte) sfrecciando a velocità inaccettabili e invadendo in curva la corsia opposta.

Nonostante la consuetudine del fenomeno e l’estrema pericolosità per i numerosi turisti in gita nessun controllo della velocità (elettronico o manuale) è previsto lungo il percorso. La Polizia, evidentemente, trova più redditizio elevare contravvenzioni per divieto di sosta nelle tranquille cittadine del litorale…

Fondo stradale. Da Armeno al Mottarone: assolutamente perfetto.

Impressioni. La salita al Mottarone è molto impegnativa, soprattutto perché i primi 4 km sono molto ripidi e spesso soleggiati. Il tempo e le energie per godere dei magnifici panorami collinari e sui laghi, a ovest il Cusio, a est il Verbano, soprattutto lungo gli ultimi 3 km di ascesa, sono limitati; tuttavia per i ciclisti meno ossessivi, che non considerano un’onta poggiare i piedi a terra prima dell’arrivo in vetta, una sosta intorno al 9° km consentirà di godere di una vista grandiosa respirando un’aria leggerissima. In vetta al Mottarone (raggiunto il piazzale è necessario proseguire a piedi su un sentiero portando la bicicletta in spalla per circa 200 metri) il panorama è favoloso: le alpi e le prealpi dal Monviso alla Laurasca, al Pizzo del diavolo, con l’imponente massiccio del Rosa a ovest, e gran parte del Lago Maggiore, con la pianura a valle, fino a Milano.

armeno_mottarone_1.jpg

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *